Freddo, freddo, freddo… però per lo meno nei giorni scorsi c’era il sole. Oggi la pioggia è tornata a farci visita. Penso voglia portarsi via gli ultimi residui di neve che, abbarbicata alla sua gelida esistenza, sta resistendo qui e là imperterrita fin dalla nevicata di capodanno.
Dalla mia postazione nei nuovi uffici, nei quali abbiamo traslocato all’inizio di dicembre, osservo la strada ad una decina di metri da me: la visuale è molto ampia visto che le grandi finestre, con vetri leggermente oscuranti, arrivano quasi fino a terra.
Sul marciapiede si affrettano e si incrociano rari passanti, imbacuccati nei loro cappotti, riparati sotto ad ombrelli che oltre a fare da schermo alla pioggia un po’ tolgono la visuale rispetto a chi sopraggiunge dalla direzione opposta: frettolosi, infreddoliti, solitari passanti.
Le automobili sono invece più numerose, nel loro costante transito: ormai è buio e da qui vedo pricipalmente i fari accesi, occhi che scrutano le ombre del crepuscolo. Rumori dei motori nel buio.
Certo che la pioggia di queste fredde giornate invernali intristisce proprio tutto, però allo stesso tempo mi pensare al calduccio di casa, con plaid, tazzone di tè caldo e qualcosa da leggere: “mens sana in corpore caldo“… perdonate la licenza, ma con i piedi gelati un buon libro non lo si gusta proprio :)
Ciao,
Michele