Gennaio 2009


Non posso dire che “Amici” sia mai stata tra i top delle trasmissioni televisive che seguo: contenitore e confezionamento a parte ha comunque il merito di dare qualche possibilità a giovani talenti. Quest’anno però, complici anche le mie figlie che si appassionano facilmente a tutto quanto fa spettacolo, soprattutto se ci sono ragazzi di mezzo, ho avuto modo di seguirne le puntate… è stato come un pugno nello stomaco ma in positivo… è quello che ho sentito ascoltando la fenomenale voce di Alessandra Amoroso, 22enne leccese, senza praticamente nessuna esperienza passata, soprattutto di studio del canto, che si trova in modo del tutto naturale una voce così particolare, potente, calda, emozionante.

Magistralmente seguita oggi da Luca Jurman, che molti si ostinano a criticare (a torto a parer mio), per i metodi utilizzati nell’insegnamento del canto, Alessandra sta facendo un grosso lavoro per rendere la sua voce e la sua musicalità ancora migliori di quello che sono al momento… e sono già eccezionali.

Spero che i discografici abbiano già drizzato le orecchie e non si lascino scappare un talento come quello di Alessandra Amoroso, sarebbe come fare un grave torto alla musica italiana.

Ad Alessandra faccio il mio personale “in bocca al lupo”, per la trasmissione intanto, ma indipendentemente da come vada la classifica televisiva, le auguro un grandissimo successo per il futuro, se lo merita proprio…

Ale, se hai intenzione di realizzare un CD (spero tanti) ti spedisco già l’ordine per averne una copia.

Ciao,
Michele

Freddo, freddo, freddo… però per lo meno nei giorni scorsi c’era il sole. Oggi la pioggia è tornata a farci visita. Penso voglia portarsi via gli ultimi residui di neve che, abbarbicata alla sua gelida esistenza, sta resistendo qui e là imperterrita fin dalla nevicata di capodanno.

Dalla mia postazione nei nuovi uffici, nei quali abbiamo traslocato all’inizio di dicembre, osservo la strada ad una decina di metri da me: la visuale è molto ampia visto che le grandi finestre, con vetri leggermente oscuranti, arrivano quasi fino a terra.

Sul marciapiede si affrettano e si incrociano rari passanti, imbacuccati nei loro cappotti, riparati sotto ad ombrelli che oltre a fare da schermo alla pioggia un po’ tolgono la visuale rispetto a chi sopraggiunge dalla direzione opposta: frettolosi, infreddoliti, solitari passanti.

Le automobili sono invece più numerose, nel loro costante transito: ormai è buio e da qui vedo pricipalmente i fari accesi, occhi che scrutano le ombre del crepuscolo. Rumori dei motori nel buio.

Certo che la pioggia di queste fredde giornate invernali intristisce proprio tutto, però allo stesso tempo mi pensare al calduccio di casa, con plaid, tazzone di tè caldo e qualcosa da leggere: “mens sana in corpore caldo“… perdonate la licenza, ma con i piedi gelati un buon libro non lo si gusta proprio  :)

Ciao,
Michele