Quando si parte per le vacanze si pensa a tante cose: riposo, relax, divertimento, niente lavoro (almeno per un po’). Poi ad un certo punto si torna a casa (purtroppo… perché sono finite le vacanze… mica per la “casa”) e comunque qualcosa ci si porta dietro: ricordi ed esperienze che rinfrancano l’animo per un po’ di tempo.
Credo però che meno frequentemente capiti di portarsi a casa qualcosa di più di un ricordo… qualcosa di peloso, con un musino buffo e di una bontà spropositata
… qualcosa tipo… questo…

questo grazioso ex-randagio aveva preso l’abitudine di venirci a trovare regolarmente a casa tutti i giorni; poi ha iniziato a dormire nella veranda di casa; poi i bimbi si sono innamorati di lui… e come si fa a dar loro torto?
Così in quattro e quattr’otto l’abbiamo portato da un veterinario che ha provveduto a fare le opportune vaccinazioni, ad applicargli il chip di riconoscimento e a consegnarcelo pronto per tornare con noi in Italia.
A parte un po’ di sofferenza per il viaggio di ritorno e l’ambientazione nella nuova casa adesso Teo si trova abbastanza a suo agio… certo non è come prima, non ha a disposizione stradine e campi dove girare indisturbato: un appartamento non è proprio la stessa cosa, ma almeno non corre rischi di essere assalito da qualche cane randagio, di finire sotto una macchina o altro.
E’ un gatto affettuosissimo che fa le fusa appena inizi ad accarezzarlo, che si accoccola vicino a te per dormire, ma non troppo vicino per non darti fastidio: ogni tanto allunga una zampina per vedere se ci sei ancora e poi si gira tranquillo per continuare a dormire.
Gli ci vorrà magari un po’ per ambientarsi completamente nella nuova casa ma immagino averlo vicino nelle sere di inverno, accoccolati tutti e due sotto una coperta, sul divano, davanti alla TV. Questo è Teo, un gattino proprio “puffoloso”

Ciao,
Michele



