Non so voi ma a me questa storia delle “ronde” della Guardia Nazionale Italiana non piace proprio per nulla… nemmeno la Guardia Nazionale mi piace.

Ho visto su YouTube una specie di intervista al fondatore, Gaetano Saya, e sono rimasto perplesso, basito dal tono con il quale il personaggio si è espresso: denigratorio contro tutti e ovviamente orgoglioso della sua nuova “creatura”. Se il video fosse in bianco e nero e con la sigla iniziale (e la voce narrante) dell’Istituto Luce, potrebbe essere tranquillamente scambiato per un filamto di repertorio del periodo fascista.

La G.N.I è comunque anche in qualche modo collegata  con il Partito Nazionalista Italiano del quale sono andato a vedere il sito  http://www.partitonazionalistaitaliano.org/ : … è inquietante… il simbolo che hanno adottato, la “ruota solare”, come la chiamano, si chiama in realtà “Schwarze Sonne” (Sole Nero, in tedesco) ed è tutt’altro che un simbolo “solare”, basta leggere la corrispondente pagina di Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Schwarze_Sonne … anche se viene esplicitamente detto che: “Il “Sole Nero”, nella sua versione nota, non è da ritenersi storicamente un simbolo delle SS incorporato in un disegno” sta di fatto che sempre nella stessa pagina di Wikipedia viene detto:

Lo Schwarze Sonne (in tedesco) o Sole Nero è un simbolo solare, talvolta citato anche come Sonnenrad (”la ruota del sole” o “ruota solare”), che era usato dall’associazione esoterica sorta agli inizi degli anni ‘20 del XX secolo, denominata Vril Gesellschaft

Gli adepti dell’associazione erano chiamati Die Herren vom Schwarzen Stein (DHvSS). Proprio costoro daranno l’input a far sorgere l’ordine occulto all’interno delle SS: lo Schwarze Sonne.

Quindi all’interno del variegato mondo delle SS c’erano:

  • le SS Ahnenerbe, o la componente cultural-accademica delle SS;
  • le SS Schwarze Sonne, o la componente misterico-esoterica vera e propria delle SS.

In queste ore ci sono stati cambiamenti vari alla home page della G.N.I. e qualche sito contenente informazioni è stato momentaneamente oscurato per via dell’inchiesta che c’è in corso.

sono contento che la magistratura italiana si sia mossa così in fretta e auspico che il finale dell’inchiesta sia uno solo… quello più sensato… quella che ci permetterà di dormire sonni tranquilli… e vi assicuro che non sono le ronde nere (o le ronde padane) che mi fanno dormire più tranquillo.

Ciao,
Michele

Siamo qui, appesi alle notizie che ci giungono dall’etere e allo stesso tempo diamo il nostro contributo attraverso le autostrade della rete. In ogni caso siamo vicini alle genti dell’Abruzzo, dell’Aquila e dei paesi limitrofi soprattutto. Non ci sono molti commenti da fare, meglio preghiere e aiuti concreti. Doniamo il nostro tempo, se possibile qualche piccola somma che insieme alle tante magari possa aiutare qualcuno.

Oltre a questo da parte mia ci metto queste poche righe, niente di speciale ma vengono dal cuore. Le regalo alla rete semmai qualcuno volesse farne buon uso per una giusta causa, che so, un libro di poesie/racconti il cui ricavato possa in qualche modo contribuire ad aiutare chi oggi si ritrova senza niente.

 

Era il calore del tuo sguardo, era la vita,
quella che sentivo scorrer giù nel cuore.
Ora qui, solo, accarezzo le tue dita.

Tutto se n’è andato, non l’amore;
mia luce e mia speranza ti prometto
che in qualunque giorno, anche il peggiore

il tuo ricordo io mi terrò stretto,
stretto in fondo all’anima, legato al cuore,
per quel che mi hai donato, per l’affetto,

perché tutto non anneghi nel dolore.

 

Ciao,
Michele

La donna uscì dalla costola dell’uomo.
Non dai piedi per essere calpestata,
nè dalla testa per essere superiore;
ma dal lato per essere uguale,
sotto il braccio per essere protetta,
vicino al cuore per essere amata.

Va così quando entri su Facebook e spulci tra i profili degli amici, degli amici degli amici… poi ti fermi perché qualcosa attira la tua attenzione. 

Ho trovato questo “pensiero” nel profilo della moglie di un mio amico, un pensiero bellissimo, semplice lineare, profondo, un altro punto di vista su un tema a lungo dibattuto e molto spesso dibattuto male.

Credo che l’uomo si sia sempre un po’ esaltato e non abbia capito che l’essere stato creato da un Essere Superiore (ma anche per chi non crede a questo) non lo rende superiore agli (altri) esseri e questo lo si tocca con mano (o lo si “legge con occhi”) tutti i giorni nelle tremende cronache sui vari stupri. Purtroppo sappiamo bene che quello che finisce nelle notizie è ben poco rispetto a quello che succede realmente: culture che calpestano culture, persone che calpestano persone… in nome di…?

Avete mai notato che risulta molto più “naturale” (e si fa molta meno fatica) cingere il fianco di una persona che ci sta vicino per stringerla  con tenerezza a sè, che prenderla di forza e costringerla  a terra?

Tralasciando per un attimo il discorso sull’origine della donna, rimane questo, che vale sempre:

…dal lato per essere uguale,
sotto il braccio per essere protetta/o,
vicino al cuore per essere amata/o.

Ciao,
Michele

Non posso dire che “Amici” sia mai stata tra i top delle trasmissioni televisive che seguo: contenitore e confezionamento a parte ha comunque il merito di dare qualche possibilità a giovani talenti. Quest’anno però, complici anche le mie figlie che si appassionano facilmente a tutto quanto fa spettacolo, soprattutto se ci sono ragazzi di mezzo, ho avuto modo di seguirne le puntate… è stato come un pugno nello stomaco ma in positivo… è quello che ho sentito ascoltando la fenomenale voce di Alessandra Amoroso, 22enne leccese, senza praticamente nessuna esperienza passata, soprattutto di studio del canto, che si trova in modo del tutto naturale una voce così particolare, potente, calda, emozionante.

Magistralmente seguita oggi da Luca Jurman, che molti si ostinano a criticare (a torto a parer mio), per i metodi utilizzati nell’insegnamento del canto, Alessandra sta facendo un grosso lavoro per rendere la sua voce e la sua musicalità ancora migliori di quello che sono al momento… e sono già eccezionali.

Spero che i discografici abbiano già drizzato le orecchie e non si lascino scappare un talento come quello di Alessandra Amoroso, sarebbe come fare un grave torto alla musica italiana.

Ad Alessandra faccio il mio personale “in bocca al lupo”, per la trasmissione intanto, ma indipendentemente da come vada la classifica televisiva, le auguro un grandissimo successo per il futuro, se lo merita proprio…

Ale, se hai intenzione di realizzare un CD (spero tanti) ti spedisco già l’ordine per averne una copia.

Ciao,
Michele

Freddo, freddo, freddo… però per lo meno nei giorni scorsi c’era il sole. Oggi la pioggia è tornata a farci visita. Penso voglia portarsi via gli ultimi residui di neve che, abbarbicata alla sua gelida esistenza, sta resistendo qui e là imperterrita fin dalla nevicata di capodanno.

Dalla mia postazione nei nuovi uffici, nei quali abbiamo traslocato all’inizio di dicembre, osservo la strada ad una decina di metri da me: la visuale è molto ampia visto che le grandi finestre, con vetri leggermente oscuranti, arrivano quasi fino a terra.

Sul marciapiede si affrettano e si incrociano rari passanti, imbacuccati nei loro cappotti, riparati sotto ad ombrelli che oltre a fare da schermo alla pioggia un po’ tolgono la visuale rispetto a chi sopraggiunge dalla direzione opposta: frettolosi, infreddoliti, solitari passanti.

Le automobili sono invece più numerose, nel loro costante transito: ormai è buio e da qui vedo pricipalmente i fari accesi, occhi che scrutano le ombre del crepuscolo. Rumori dei motori nel buio.

Certo che la pioggia di queste fredde giornate invernali intristisce proprio tutto, però allo stesso tempo mi pensare al calduccio di casa, con plaid, tazzone di tè caldo e qualcosa da leggere: “mens sana in corpore caldo“… perdonate la licenza, ma con i piedi gelati un buon libro non lo si gusta proprio  :)

Ciao,
Michele

Un altro piccolo episodio da raccontare, di quelli che passano spesso inosservati, ma che lasciano tanta amarezza e rabbia.

Mestre, ore 11 circa del 30 ottobre. Sono in partenza per Venezia: un cliente ha un problema “urgente” (e quando mai non lo è). Sono sull’autobus e come al solito mi perdo ad osservare le persone intorno, varietà umana in transito. Tra queste, due simpatici ragazzi del Bangladesh, uno seduto l’altro in piedi nelle vicinanze del posto riservato alle carrozzelle per disabili, posto per altro dotato di un sedile pieghevole imbottito.

Ad un certo punto si fa avanti un tizio altissimo, con chioma fluente e faccia strafottente che a gesti chiede sostanzialmente al ragazzo in piedi se ha intenzione di sedersi (nel posto per disabili) oppure no. Questi risponde di no e subito il tizio altissimo, con un surplus di strafottenza, si appropria del posto esclamando con un mezzo sorrisino: “sa… sono handicappato”.

“eh, poverino, come mi dispiace…”

Ciao,
Michele

le possibilità della rete di mettere in collegamento “tutto” hanno fatto sì che cercando una cosa ne trovassi un’altra… per caso… ma mi unisco alle azioni intraprese da molti altri bloggers e pubblico anche qui il link al racconto di questa storia vergognosa

Leggete e siate solidali.

Ciao,
Michele

Vicenda tragicomica quella che vi racconto oggi, un po’ fuori dai normali schemi, visto che di solito si sente parlare di “anziani soli”. Questa volta però mi sono trovato ad assistere ad un episodio nel quale ad essere in difficoltà era un anziano “in compagnia”.

Stavo andando al lavoro quando, passando davanti all’ingresso di una banca, ho notato un anziano in carrozzella accompagnato da una badante di un qualche paese dell’est. I due si accingevano ad entrare in banca e la badante stava sistemando l’anziano in previsione di passare attraverso gli angusti ingressi utilizzati oggi da molti istituti bancari: la donna si stava prodigando in una serie di spiegazioni, probabilmente orientate a spiegare all’anziano cosa fare e cosa non fare; dico probabilmente perché il tutto avveniva nella sua lingua madre e il poverino sulla carrozzella la guardava basito continuando a ripetere: “…ma io non capisco cosa dici…“.

Ora mi immagino il dramma di questo anziano che si trova tutto il giorno a dover interagire con una persona che non parla la sua lingua, immagino lunghi dialoghi nei quali a fronte di una valanga di parole sconosciute le uniche risposte che si odono sono “…ma io non capisco cosa dici…“.

E’ stato il destino a far incontrare quelle due persone o c’è stato lo zampino di qualche “parente serpente” che aveva qualche conto in sospeso con l’anziano?

In parallelo alle campagne contro l’abbandono degli animali nel periodo estivo proporrei anche qualcosa a favore degli anziani… ma non quelli abbandonati a se stessi…

Ciao,
Michele

Non c’è che dire: questa settimana è iniziata proprio all’insegna del “facciamoci una risata sopra che è meglio“. Prima di tutto ennesima “indisposizione” di uno dei bimbi che costringe lui a saltare scuola (poverino … :) ) e costringe però il sottoscritto a traghettarlo dai nonni. Conseguenza di questo che un appuntamento di lavoro delle 9.00 slitta alle 9.30-9.40… per fortuna che il mio interlocutore è stato molto comprensivo.

Seconda cosa: solo per un colpo di fortuna (per non dire “botta di…”) riesco a rientrare a Mestre perché il cambio della mia macchina decide che la retromarcia non gli piace più. Non solo. Scopro anche che la calotta di “plasticone” che copre il cambio è praticamente tutta crepata, con la leva del cambio che guardandomi sorniona sembra dirmi: “se mi usi un altro paio di volte mi rompo”. Riesco ad arrivare fin davanti all’officina, chiusa naturalmente, ma d’altra parte erano le 13.00 passate, trovando fortunatamente un posto per parcheggiare… che può considerarsi il “miracolo” del giorno :)

Naturalmente da domani dovrei cominciare a tenere dei corsi per un cliente e la macchina per muovermi è indispensabile…

Adesso mi manca solo che Berlusconi dica di essere stato frainteso e che le tasse aumenteranno invece di diminuire… come? dite che comunque non era vero? ma va?

Ciao,
Michele

…poi ci prendi gusto e nel giro di poche ore pubblichi due post sul tuo blog :)

Proseguo nella segnalazione di quelle piccole cose quotidiane alle quali si rischia di fare poca attenzione.

Oggi stavo aspettando che mia figlia uscisse da catechismo quando l’occhio mi cade su qualcosa che era stato disegnato sul selciato con del gesso: la figura era ormai sbiadita ma era ancora riconoscibile e più o meno era fatta così:

noi qui lo chiamiamo “campanon”, un gioco che da piccolo mi divertivo moltissimo a fare insieme agli amici del quartiere.

Erano tanti anni che non ne vedevo uno disegnato in terra e la cosa mi ha fatto molto piacere pensando che a farlo sono stati dei bambini di oggi (sempre che gli autori non siano dei 40-50enni nostalgici :D ). Allora non è solo gioco-elettronico-di-marca / televisione / ancora-gioco-elettronico-di-marca quello che può far ancora divertire… e volete mettere la differenza di costo? Basta un pezzo di mattone per fare i segni in terra e una pietra piatta a testa, per ogni partecipante… e se salta la corrente… chissenefrega :D

Ciao,
Michele

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